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24 Novembre 2017 | Sicurezza sul lavoro

Proposta di classificazione degli spazi confinati o sospetti di inquinamento

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Lo scopo del presente articolo è quello di proporre un metodo di classificazione degli spazi confinati o sospetti di inquinamento che si possono presentare in una realtà produttiva e di suggerire eventuali DPI specifici e attrezzature necessarie per accedere al loro interno. Le suddette informazioni possono risultare utili nella fase di elaborazione procedure relative agli accessi in spazi confinati.

Il D.lgs. 81/08, precisamente agli art. 66 e 121 e al punto 3 dell’All. 4, non dà indicazioni precise per una classificazione univoca degli spazi confinati o sospetti di inquinamento ma fornisce solo esempi di ambienti che potrebbero essere oggetto di valutazione.

Ad interpretazione dell’attuale normativa sono state redatte negli ultimi anni numerose linee guida di enti quali ASL, ISPESL, Regioni, ecc.. che hanno provato a dare una definizione di spazio confinato o sospetto di inquinamento e di conseguenza elaborare una classificazione in base alle caratteristiche degli spazi stessi.

Raggruppando le diverse linee guida visionate e facendo riferimento a quanto affrontato in campo presso i nostri clienti possiamo proporre il seguente metodo di classificazione:
 

CLASSE DELLO SPAZIO CONFINATO CARATTERISTICHE
A Spazio confinato che ha contenuto polveri combustibili oppure gas, vapori nebbie infiammabili o asfissianti e dove è possibile sia ancora presente una concentrazione pericolosa o residua di tali sostanze.
B Spazio confinato che ha contenuto polveri combustibili oppure gas, vapori nebbie infiammabili o asfissianti ma che non possiede più una concentrazione pericolosa o residua di tali sostanze.
C Spazio confinato che ha contenuto sostanze/miscele acide o alcaline.
D Spazio confinato che possiede vie di uscita verticali o a labirinto
(es. interno delle navi e cunicoli).
E oppure solidi instabili (filtri, silos, cappe di aspirazione, ecc.).

 

Durante la classificazione bisogna fare molta attenzione alla tipologia di lavoro che si va a svolgere in un determinato ambiente, in quanto l’utilizzo di particolari prodotti chimici e l’esecuzione di lavori a caldo (saldature, utilizzo cannello ossiacetilenico, ecc.) possono variare la classe dello spazio confinato.

Le classi di spazi confinati elencate nella tabella sopra riportata possono essere divise in due macrogruppi in modo da rendere più uniforme l’adozione delle misure di prevenzione, protezione e di emergenza e di conseguenza le specifiche istruzioni di sicurezza.

I due macrogruppi sono così suddivisi:

  • Gruppo 1: Accesso a spazi confinati di tipo A, B, C e E;
  • Gruppo 2: Accesso a spazi confinati di tipo D.

GRUPPO 1 - Accesso a spazi confinati di tipo A, B, C, E

  • Eventuali rischi specifici:
    • Asfissia e malesseri a causa della scarsa percentuale di ossigeno propria dell’ambiente confinato (Ossigeno<20%);
    • Asfissia e malesseri a causa della scarsa percentuale di ossigeno dovuta a particolari lavorazioni all’interno dell’ambiente confinato (Ossigeno<20%);
    • Malesseri dovuti a microclima caldo e lavorazioni pesanti;
    • Malesseri dovuti a scarsa percentuale di ossigeno e lavorazioni pesanti;
    • Intossicazioni dovute a sostanze chimiche presenti all’interno dell’ambiente confinato;
    • Intossicazioni dovute all’utilizzo di prodotti chimici o lavorazioni a caldo all’interno dell’ambiente confinato;
    • Incendi/esplosioni dovuti alla presenza di gas/combustibili all’interno dello spazio confinato;
    • Incendi/esplosioni dovuti all’utilizzo di apparecchiature che possono essere fonti di innesco;
    • Seppellimento dovuto a crolli di materiale instabile (es. silos).
  • Eventuali DPI specifici:
    • Tuta in tyvek (presenza di oli e sostanze chimiche);
    • Occhiali di protezione agenti chimici (presenza di sostanze chimiche e polveri);
    • Guanti rischio chimico (presenza di sostanze chimiche);
    • Maschera FFP3 eventualmente abbinata a filtri ABEK (presenza di sostanze chimiche aerodisperse, polveri);
    • Dispositivo di fuga ad ossigeno chimico (solo per fuga in caso di emergenza);
    • Autorespiratore (da utilizzarsi per il salvataggio in caso di emergenza in zone con livelli di Ossigeno inferiori al 20%).
  • Eventuale attrezzatura necessaria specifica:
    • Misuratore portatile percentuale di Ossigeno;
    • Misuratore multi gas (CO, %LEL, CO2, HCl, ecc..);
    • Impianto di ventilazione forzata (da utilizzarsi in caso di scarsa aerazione e/o saldature e/o microclimi caldi);Cappa di aspirazione fumi (da utilizzarsi in caso di saldature);
    • Estintore portatile;
    • Coperta antifiamme;
    • Radiotrasmittente (in caso di non visibilità e/o comunicazione con l’esterno).

GRUPPO 2 - Accesso a spazi confinati di tipo D

  • Eventuali rischi specifici:
    • Difficoltà di evacuazione in caso di emergenza;
    • Difficoltà di individuazione in caso di emergenza;
    • Caduta dall’alto da accessi verticali (scale alla marinara, scale portatili, ecc.).
  • Eventuali DPI specifici:
    • Imbragatura e cordino anticaduta retrattile (protezione da caduta dall’alto e recupero in caso di emergenza).

I DPI di sopra indicati dovranno essere eventualmente integrati con i DPI specifici necessari a fronte dell’attività che si svolge.

  • Eventuale attrezzatura necessaria:
    • Gru manuale di recupero/treppiede;
    • Piattaforma elevabile in altezza (per spazi confinati con accessi in quota);
    • Radiotrasmittente (in caso di non visibilità e/o comunicazione con l’esterno).

Le attrezzature di sopra elencate dovranno essere eventualmente integrate con altre specifiche a fronte dell’attività che si svolge.

 

Divisione Sicurezza impianti e processi produttivi

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