Accanto a queste dieci competenze, crediamo si imponga una riflessione critica su un undicesimo punto accennato nel Fact Sheet di INAIL: i percorsi di reskilling e upskilling.
Tali processi formativi, volti rispettivamente all’acquisizione di nuove abilità e al rafforzamento di quelle già possedute, devono includere tanto competenze trasversali quanto competenze tecniche, nonché percorsi strategici per le figure manageriali. Tuttavia, la loro implementazione comporta rischi di diseguaglianza, soprattutto in una popolazione lavorativa che tende ad invecchiare e che non sempre è attratta dai trend digitali ed ecologici. La gestione equa e inclusiva di tali percorsi, anche basata sul trasferimento attivo di esperienze e competenze alle nuove generazioni, si fonda sui principi costituzionali di uguaglianza sostanziale (art. 3 Cost.) e di limiti sociali all’iniziativa economica (art. 41 Cost.), oltre che sulla Direttiva 2000/78/CE in materia di parità di trattamento. La Cass. civ., Sez. lav., n. 25147/2017, ha ribadito che la formazione deve essere proporzionata e non discriminatoria, mentre la Cass. pen., Sez. IV, n. 30800/2022, ha evidenziato che la responsabilità datoriale sussiste anche se il lavoratore, per età o caratteristiche personali, appare meno ricettivo.