Con
Delibera dell’Autorità Garante della Concorrenza e del Mercato del 28 luglio 2020, n. 28361, (GU 19 ottobre 2020, n. 259)
in vigore dal 20 ottobre 2020, è stato approvato il
Regolamento attuativo in materia di rating di legalità che sostituisce il precedente regolamento approvato con la
Delib. Aut. Garante Conc. Merc. 15 maggio 2018, n. 27165.
Il Regolamento individua i requisiti per l'attribuzione del rating di legalità (art. 2) ed i criteri per la valutazione ed il possesso dei requisiti (artt.3, 4).
Disciplina il procedimento per l'attribuzione del rating di legalità (art.5) e definisce durata, modifica, rinnovo, annullamento, sospensione e revoca dello stesso (art.6).
La delibera è stata emessa in attuazione dell’
art. 5-ter del D.L. 1/2012 (convertito in legge dalla
L. 27/2012), il quale, al fine di promuovere l'introduzione di principi etici nei comportamenti aziendali, prevede l’elaborazione e l'attribuzione, su istanza di parte, di un rating di legalità per le imprese operanti nel territorio nazionale che raggiungano un fatturato minimo di 2 milioni di euro, secondo i criteri e le modalità stabilite da un regolamento dell'AGCM
e risultino iscritte da almeno due anni nel registro delle imprese o nel Repertorio delle notizie economiche e amministrative (R.E.A.).
Il punteggio conseguito in sede di rating richiesto all’Autorità Garante della Concorrenza, in caso di conformità a tutti i requisiti richiamati come obbligatori, può essere incrementato un plus al ricorrere di ciascuna delle seguenti condizioni:
- adesione ai protocolli o alle intese di legalità finalizzati a prevenire e contrastare le infiltrazioni della criminalità organizzata;
- utilizzo di sistemi di tracciabilità dei pagamenti anche per somme di importi inferiori rispetto a quelli fissati dalla legge;
- adozione di una funzione o struttura organizzativa, anche in outsourcing, che espleti il controllo di conformità delle attività aziendali alle disposizioni normative applicabili all’impresa o di un modello organizzativo ai sensi del D.Lgs. 8 giugno 2001, n. 231;
- adozione di processi organizzativi volti a garantire forme di Corporate social responsibility, anche attraverso l’adesione a programmi promossi da organizzazioni nazionali o internazionali e l’acquisizione di indici di sostenibilità;
- di essere iscritta in uno degli elenchi di fornitori, prestatori di servizi ed esecutori di lavori non soggetti a tentativi di infiltrazione mafiosa istituiti ai sensi delle vigenti disposizioni di legge (white list );
- di aver aderito a codici etici di autoregolamentazione adottati dalle associazioni di categoria o di aver previsto, nei contratti con i propri clienti, clausole di mediazione, quando non obbligatorie per legge, per la risoluzione di controversie o di aver adottato protocolli tra associazioni di consumatori e associazioni di imprese per l’attuazione delle conciliazioni paritetiche;
- di aver adottato modelli organizzativi di prevenzione e di contrasto della corruzione.
Il possesso dei requisiti deve essere attestato dal Legale Rappresentante di impresa, verificato dall’Autorità Garante della Concorrenza e dall’ANAC per quanto di competenza.
Il procedimento di rating ha luogo entro 60gg dalla presentazione dell’istanza da parte dell’impresa interessata.
L’Autorità pubblica mantiene costantemente aggiornato in un’apposita sezione del proprio sito l’elenco delle imprese cui il rating di legalità è stato attribuito, sospeso, revocato o annullato.
Il rating di legalità ha la durata di due anni dal rilascio e può essere rinnovato su richiesta.
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