Dossier INAIL 2025 molestie e violenze nei luoghi di lavoro in ottica di genere

05/05/2025

Scopo del documento

Il documento analizza le molestie e le violenze nei luoghi di lavoro con un focus sui dati statistici forniti dall’INAIL e da altre fonti come ISTAT ed EU-Osha.
Viene evidenziato l’andamento del fenomeno, i settori e le categorie di lavoratori più esposti, le conseguenze per la salute psico-fisica delle vittime e le misure di prevenzione e valutazione del rischio con particolare riferimento all’ottica di genere.

L’analisi è stata presentata anche in occasione della Giornata internazionale contro la violenza sulle donne (25 novembre 2024) e comprende dati aggiornati al 2023 e alle prime rilevazioni del 2024. Nell’analisi si riportano i dati in evidenza.

Dati emergenti su molestie e violenze nei luoghi di lavoro in ottica di genere

1. Tipologie di violenza e incidenza nei luoghi di lavoro
Il rapporto evidenzia che le forme di violenza più diffuse negli ambienti lavorativi sono correlati a:
 
  • Violenza verbale (56%)
  • Mobbing (53%)
  • Abuso di potere (37%)
  • Violenza fisica (10%)
  • Stalking (6%)
  • Violenza online (2%)
Il 60% dei lavoratori e delle lavoratrici è a conoscenza di episodi di violenza avvenuti sul proprio luogo di lavoro, mentre il 42% ha direttamente assistito o subito episodi di violenza.
Le micro-aggressioni e atteggiamenti sessisti sono particolarmente frequenti:
 
  • Più del 70% ha subito e/o assistito ad almeno una micro-aggressione o comportamento sessista sul luogo di lavoro.
  • Quasi il 60% ne è stato vittima, con una maggiore incidenza per donne (64%) e giovani tra 20 e 34 anni (68%).
2. Conseguenze della violenza sulle vittime
Gli episodi di violenza sul lavoro hanno effetti significativi sulla salute mentale e fisica:
 
  • 37% delle donne ha sperimentato burnout dopo episodi di violenza.
  • Stress, ansia e depressione sono tra le conseguenze più frequenti.
  • 25% ha dato le dimissioni e 14% è stato licenziato dopo aver subito violenze sul lavoro.
  • Mancanza di fiducia nelle proprie capacità è un altro impatto comune.
3. Differenze di genere negli infortuni per aggressioni e violenze
Nel 2023 gli infortuni per violenze e aggressioni sul lavoro sono stati 6.813, con un aumento dell'8,6% rispetto al 2022:
 
  • +14,6% per le donne, rispetto a un più contenuto +3,8% per gli uomini.
  • Le donne hanno subito il 45% degli infortuni da aggressione (dato in crescita al 48% nel 2023).
Le aggressioni e minacce provengono per il 61% da persone esterne all’azienda (clienti, pazienti, utenti), mentre il restante 39% riguarda conflitti tra colleghi.
Le donne coinvolte hanno un’età media più elevata rispetto agli uomini: il 40% ha più di 50 anni.
 
4. Settori più esposti alla violenza e incidenza di genere
La Sanità e assistenza sociale è il settore più colpito dalle violenze sul lavoro:
 
  • 43% di tutti gli infortuni da violenza.
  • 70% delle vittime di aggressioni nel settore sanitario sono donne.
  • Le professioni più colpite sono infermiere, operatori socio-sanitari e socio-assistenziali (oltre 80% donne).
Altri settori critici:
 
  • Trasporto e magazzinaggio (15% degli infortuni, con 80% uomini coinvolti).
  • Noleggio e servizi alle imprese (10% degli infortuni, 84% uomini, in particolare nella vigilanza e pulizie).
  • Vigili urbani, insegnanti, addetti alle vendite e commercio sono altre categorie particolarmente esposte.
5. Distribuzione geografica e gravità degli infortuni
 
  • 60% delle aggressioni avviene nel Nord Italia.
  • Le regioni più colpite sono Lombardia (18,2%), Emilia-Romagna (13,8%) e Veneto (9%).
  • Oltre il 90% delle aggressioni non ha postumi invalidanti permanenti.
  • Inabilità superiore all’1% si registra nel 5% dei casi, con un grado medio del 5%.
  • Sono stati registrati 14 decessi per violenza sul lavoro nel quinquennio 2019-2023, di cui 2 hanno riguardato donne.

Valutazione del rischio in ottica di genere

Il D.Lgs. 81/08 impone la valutazione del rischio in ottica di genere, ma questa è spesso limitata alla tutela delle lavoratrici madri e non considera adeguatamente le differenze di genere nella progettazione degli ambienti e delle attrezzature di lavoro.

L’INAIL ha sviluppato un progetto di valutazione dei rischi in ottica di genere, che ha portato alla pubblicazione di un volume con 13 schede di supporto per l’analisi dei rischi, tra cui:
 
  • Rischi trasversali e organizzativi
  • Ergonomia e agenti fisici/chimici
  • Rischio da violenza e molestie di genere 
Il documento distingue tra rischio interno (violenza tra colleghi) e rischio esterno (violenza da parte di clienti, utenti, pazienti). Tra le misure di prevenzione raccomandate:
 
  • Politica di tolleranza zero verso atti di molestia e violenza.
  • Adozione di codici etici e disciplinari.
  • Sistemi di segnalazione e monitoraggio per episodi di aggressioni verbali o fisiche.
  • Videosorveglianza e intervento delle forze dell’ordine, se necessario.
Il report dell’INAIL fornisce una visione dettagliata del fenomeno delle molestie e violenze nei luoghi di lavoro, sottolineando:
 
  1. L’aumento degli infortuni per violenza e la maggiore incidenza sulle donne.
  2. L’elevata percentuale di episodi nei settori della sanità e assistenza sociale, trasporti e vigilanza.
  3. Le gravi conseguenze psicologiche e lavorative per le vittime.
  4. La necessità di un approccio mirato alla valutazione del rischio in ottica di genere per una protezione più efficace.