Emergenze climatiche e sicurezza sul lavoro: firmato il nuovo Protocollo nazionale

07/07/2025

1. Premessa

Il Protocollo Quadro siglato il 2 luglio 2025 dal Ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali con le parti sociali nasce per contrastare i rischi derivanti dalle emergenze climatiche, in particolare le ondate di calore, nei luoghi di lavoro. L'obiettivo primario è garantire la continuità produttiva nel rispetto della salute e sicurezza di lavoratrici e lavoratori.

2. Indicazioni fornite dal protocollo

Il documento fornisce una serie di indicazioni operative, che comprendono:
  • Utilizzo sistematico dei bollettini meteo ufficiali del Ministero della Salute (www.salute.gov/caldo) per il monitoraggio delle condizioni climatiche e l'attivazione tempestiva delle misure;
  • Rafforzamento delle misure di prevenzione attraverso:
  1. informazione e formazione specifica;
  2. sorveglianza sanitaria mirata;
  3. uso di DPI e abbigliamento adeguato alla stagione;
  4. riorganizzazione di turni e orari di lavoro (es. anticipi/posticipi lavorazioni, pause, accesso all'ombra);
  • Coinvolgimento delle rappresentanze sindacali a tutti i livelli per l'attuazione del protocollo nei contesti settoriali, territoriali e aziendali;
  • Promozione di accordi attuativi aziendali o territoriali, con la possibilità di riconoscere premialità INAIL alle imprese aderenti.

3. Strumenti operativi e misure di tutela richiamati

Il Protocollo richiama esplicitamente:

Il DVR (Documento di Valutazione dei Rischi):
 
  • Deve essere aggiornato ai sensi degli artt. 28-29 del D.Lgs. 81/08, includendo i rischi legati al microclima (art. 180);
Il PSC (Piano di Sicurezza e Coordinamento):
 
  • Nei cantieri (Titolo IV D.Lgs. 81/08) il Coordinatore per la progettazione deve considerare il rischio microclimatico e prevedere misure adeguate (es. aree di ristoro, modifiche orarie);
Il POS (Piano Operativo di Sicurezza):
 
  • Deve contenere misure specifiche di organizzazione delle lavorazioni in cantiere, inclusa la fornitura di bevande, DPI idonei alla stagione, pause e ombreggiamento.

4. Altri riflessi previsti dal recepimento del protocollo

Tra gli effetti previsti:
 
  • I protocolli attuativi potranno essere formalmente qualificati come giustificativi per ritardi nei lavori dovuti a eventi climatici estremi;
  • L'ampio utilizzo degli ammortizzatori sociali (CIGO, CISOA) anche per lavoro stagionale e in caso di riduzione/sospensione dell'attività, con possibilità di scomputo dei periodi di utilizzo dal tetto massimo;
  • La valorizzazione delle misure contrattuali già adottate nei diversi settori e territori.

5. Verifica e aggiornamento del protocollo

Il protocollo prevede che:
 
  • Le Parti si incontrino periodicamente, e comunque entro sei mesi dalla sottoscrizione, per verificare l'attuazione delle misure;
  • Possano essere istituiti Gruppi di lavoro settoriali o territoriali con la partecipazione delle autorità sanitarie locali e altri soggetti istituzionali.
Il Protocollo del luglio 2025 rappresenta un passo importante per l'integrazione strutturata delle tutele climatiche nella sicurezza sul lavoro, con un approccio fondato su prevenzione, partecipazione, flessibilità operativa e strumenti contrattuali adeguati. La sua piena attuazione richiede aggiornamenti tempestivi di DVR, PSC e POS, oltre a una collaborazione attiva tra datori di lavoro, lavoratori e istituzioni.