Se si valutasse la colpa solo in base a ciò che è accaduto, si rischierebbe di attribuire responsabilità anche quando il soggetto, in buona fede e con le conoscenze disponibili, ha agito nel modo più prudente possibile. Ad esempio, un medico che segue le migliori pratiche disponibili al momento della cura non può essere ritenuto colpevole solo perché, in seguito, si scopre un nuovo trattamento più efficace.
Analogamente, un Datore di Lavoro che, al momento dell'attivazione di una nuova produzione, abbia condotto un'analisi accurata sul rischio derivante dall'impiego di una specifica sostanza chimica, ritenuta all'epoca non pericolosa per la salute dei lavoratori, non potrà essere ritenuto colpevole per il periodo di utilizzo qualora, alla luce di successivi studi scientifici che ne abbiano evidenziato la pericolosità, abbia provveduto tempestivamente alla sua sostituzione con una sostanza sicura, non appena informato dal fornitore delle nuove evidenze.
Questo principio è particolarmente importante in ambito penale e civile, perché garantisce che la responsabilità sia valutata in modo equo e in linea con il principio di colpevolezza, evitando decisioni basate su esiti imprevedibili o eccezionali.