Il 30 novembre 2023 è stata pubblicata sulla Gazzetta Ufficiale dell’Unione Europea la Direttiva 2023/2668/CE, che modifica la Direttiva 2009/148/CE sulla protezione dei lavoratori contro i rischi connessi all’esposizione all’amianto durante il lavoro. Il documento INAIL ne illustra le procedure di bonifica preferenziali, le modalità di notifica, i criteri per l’elaborazione dei piani di lavoro, i contenuti della formazione e certificazione dei lavoratori del settore, nonché le principali tipologie di esposizione e le relative ricadute sulle attività lavorative, al fine della minimizzazione dei rischi connessi a tale agente cancerogeno.
La Commissione Europea stima che siano attualmente esposti all’amianto tra 4,1 e 7,3 milioni di lavoratori nei Paesi membri, di cui da 3,5 a 5,5 milioni in esposizione sporadica e a bassa intensità. A seguito della messa al bando della sostanza nella Comunità Europea a partire dal 2005, il rischio residuo è legato principalmente alla rimozione di amianto o di Materiali contenenti amianto (Mca), alla gestione dei rifiuti pericolosi prodotti e alla manipolazione accidentale di Mca durante ristrutturazioni, manutenzioni, riparazioni e demolizioni. Settori interessati includono inoltre l’industria estrattiva delle pietre verdi, la lotta antincendio, lo scavo e manutenzione di gallerie in pietre verdi, il campionamento e l’analisi dell’amianto, nonché riparazione o smantellamento di navi, piattaforme di perforazione e mezzi di trasporto con isolamento in amianto.
Le fibre di amianto risultano la causa principale dei tumori di origine lavorativa, con il 78% delle neoplasie professionali riconosciute nell’Unione Europea; i costi diretti sono stimati in 4-7 miliardi di euro l’anno, con costi indiretti fino a 334 miliardi di euro annui. La Direttiva 2023/2668 aggiorna pertanto le norme esistenti ai più recenti sviluppi scientifici e tecnologici, con l’obiettivo di evitare l’esposizione all’amianto in qualsiasi forma — attiva, passiva e secondaria — anche in considerazione del Green Deal europeo e della “ondata di ristrutturazioni” di cui alla comunicazione della Commissione del 14 ottobre 2020.