La Legge di Bilancio 2026 (L. n. 199/2025) ha introdotto una proroga di sei mesi per l’applicazione del parametro “somma di 4 PFAS”, posticipando l’obbligo da 13 gennaio 2026 a 13 luglio 2026, e ha previsto una disciplina transitoria per alcune molecole ADV solo nel periodo precedente alla decorrenza del nuovo termine.
La disciplina sul monitoraggio delle sostanze per- e polifluoroalchiliche (PFAS) nelle acque destinate al consumo umano si rivolge principalmente alle amministrazioni pubbliche e ai soggetti che, a vario titolo, sono coinvolti nella gestione, nel controllo e nella tutela della qualità dell’acqua potabile. Rientrano in questo ambito le Regioni e le Province autonome, cui compete il coordinamento delle attività di controllo, nonché le autorità sanitarie territorialmente competenti, chiamate a vigilare sul rispetto dei parametri di qualità.
Un ruolo centrale è svolto dai gestori idro-potabili, pubblici o privati, responsabili della captazione, del trattamento e della distribuzione dell’acqua. Essi sono tenuti ad adeguare i sistemi di monitoraggio e, ove necessario, ad adottare misure tecniche e gestionali idonee a garantire il rispetto dei valori di parametro. In raccordo con tali soggetti operano le autorità sanitarie regionali e l’Istituto Superiore di Sanità, cui è demandata anche la valutazione di eventuali condizioni territoriali che possano giustificare l’adozione di limiti più restrittivi.
La disciplina produce effetti indiretti anche sulla popolazione, quale destinataria finale del diritto all’acqua potabile sicura, e sulle attività produttive che, per tipologia di processi o utilizzo di sostanze, possono costituire potenziali fonti di contaminazione da PFAS.