In Italia, la regolamentazione dei PFAS segue principalmente le direttive e i regolamenti europei, ma ci sono anche iniziative nazionali specifiche:
Piano Nazionale PFAS:
- Il Ministero della Salute ha istituito nel 2019 un piano nazionale per il monitoraggio dei PFAS nelle acque potabili, nelle acque superficiali e sotterranee, con l'obiettivo di valutare e ridurre l'esposizione della popolazione a questi composti.
Limiti di concentrazione:
- Le autorità italiane hanno stabilito limiti di concentrazione per i PFAS nelle acque potabili. Questi limiti sono stati definiti in collaborazione con l'Istituto Superiore di Sanità e le agenzie regionali per la protezione ambientale (ARPA).
- A livello nazionale, l'Italia ha recepito diverse direttive europee che stabiliscono limiti di concentrazione per i PFAS nelle acque potabili e in altre matrici ambientali. I limiti principali sono riferiti ad
Acque ad uso umano:
Il decreto legislativo 2 febbraio 2001, n. 31, è stato abrogato dal DECRETO LEGISLATIVO 23 febbraio 2023, n. 18. Tale Decreto ha recepito la direttiva (UE) 2020/2184 del Parlamento europeo e del Consiglio, del 16 dicembre 2020, concernente la qualità delle acque destinate al consumo umano;
Prevede limiti specifici per alcune sostanze chimiche, inclusi i PFAS. Per «PFAS — totale» si intende la totalità delle sostanze per- e polifluoroalchiliche e per il quale è previsto un limite di 0,50 µg/l.
Per «somma di PFAS» si intende la somma di tutte le sostanze per- e polifluoroalchiliche ritenute preoccupanti per quanto riguarda le acque destinate al consumo umano di cui all’allegato III, Parte B, punto 3. Si tratta di un sottoinsieme di sostanze «PFAS — totale» con un limite di 0,10 µg/l.
Acque superficiali e sotterranee:
I limiti per i PFAS nelle acque superficiali e sotterranee sono stabiliti dalle normative ambientali, tra cui il Decreto Legislativo 152/2006 (Testo Unico Ambientale). Le concentrazioni soglia per la qualità delle acque sono state aggiornate con il Decreto Legislativo 172/2015, che integra la Direttiva 2013/39/UE.
Rifiuti:
I PFAS che rientrano nel Regolamento POPs, recentemente integrato dal Regolamento UE 2022/2400, nel quale sono stati modificati gli allegati IV e V del Regolamento 2019/1021 relativo agli inquinanti organici persistenti (POPs) e sono stati introdotti dei limiti più stringenti sui rifiuti, sono ad oggi:
- PFOS (acido perfluoroottano sulfonato): limite di 50 mg/Kg;
- PFOA (acido perfluoroottanoico): limite di 1 mg/Kg per PFOA e relativi sali e di 40 mg/Kg per i composti ad esso correlati;
- PFHxS (acido perfluoroesano sulfonico): limite di 1 mg/Kg per PFHxS e relativi Sali e di 40 mg/Kg per la somma dei composti ad esso correlati.