Credito d’Imposta: Il credito d’imposta per gli investimenti in beni strumentali arriverà fino al 45% e sarà legato a specifici requisiti di risparmio energetico.
Risorse Finanziarie: Il piano sarà finanziato con risorse pari a 6,3 miliardi di euro, che si aggiungono ai 6,4 miliardi già previsti dalla Legge di Bilancio 2024, per un totale di circa 13 miliardi nel biennio 2024-2025 a favore della transizione digitale e green delle imprese italiane .
Beni Materiali e Immateriali: I crediti d’imposta saranno riconosciuti per le spese sostenute in relazione ai beni materiali e immateriali nuovi di cui agli allegati A e B annessi alla Legge 11 dicembre 2016, n. 232, così come per i beni necessari all’autoproduzione di energia da fonti rinnovabili e spese per la formazione del personale dipendente finalizzate all’acquisizione o al consolidamento di competenze nelle tecnologie per la transizione digitale ed energetica dei processi produttivi
Ulteriori Requisiti: Fermo restando il requisito dell’interconnessione al sistema di gestione della produzione aziendale, e nel rispetto dell’ulteriore obiettivo della riduzione dei consumi energetici della struttura produttiva pari almeno al 3% (5% esclusivamente per i processi interessati dall’investimento), il credito d’imposta spettante sarà pari al:
- 35% del costo, per la quota di investimenti fino a 2,5 milioni di euro,
- 40% o 45% in caso di importante riduzione dei consumi energetici.
Presentazione della documentazione per l'accesso al beneficio: Le imprese devono presentare in via telematica, utilizzando un modello standardizzato fornito dal Gestore dei Servizi Energetici s.p.a (GSE), la documentazione necessaria insieme a una comunicazione che descrive il progetto di investimento e il suo costo.
Trasmissione delle richieste al Ministero delle imprese e del made in Italy: Il soggetto gestore verifica la completezza della documentazione e trasmette quotidianamente, tramite modalità telematiche, all'indirizzo del Ministero delle imprese e del made in Italy l'elenco delle imprese che hanno richiesto validamente l'agevolazione e l'importo del credito prenotato.
Verifica e determinazione dell'importo del credito: Il Ministero verifica la completezza della documentazione e determina l'importo del credito d'imposta utilizzabile in base alle comunicazioni periodiche inviate dalle imprese riguardanti l'avanzamento dell'investimento ammesso all'agevolazione.
Comunicazione del completamento dell'investimento e certificazione: L'impresa comunica il completamento dell'investimento, e questa comunicazione deve essere corredata dalla certificazione di un valutatore indipendente.
Trasmissione delle informazioni all'Agenzia delle entrate: Il GSE trasmette all'Agenzia delle entrate, con modalità telematiche definite d'intesa, l'elenco delle imprese beneficiarie e l'importo del credito d'imposta utilizzabile in compensazione.
Certificazioni da parte di un valutatore indipendente: L'agevolazione è subordinata alla presentazione di certificazioni rilasciate da un valutatore indipendente, che attesta sia la riduzione dei consumi energetici previsti prima dell'investimento (ex ante), sia l'effettiva realizzazione degli investimenti (ex post). I soggetti autorizzati a rilasciare certificazioni sono definiti nel decreto ministeriale.
Vigilanza sulle attività dei soggetti abilitati al rilascio delle certificazioni: Il Ministero delle imprese e del made in Italy esercita la vigilanza sulle attività dei soggetti abilitati al rilascio delle certificazioni, verificandone la correttezza formale e sostanziale.
Agevolazione per le piccole e medie imprese: Le spese sostenute dalle piccole e medie imprese per ottenere le certificazioni richieste sono riconosciute in aumento del credito d'imposta, con un limite massimo di 10.000 euro, pur rispettando il limite complessivo previsto.
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