Prevenzione dei rischi psicosociali in Europa: strategie, legislazione e lezioni dalla pratica

28/09/2026

Scheda tecnica

Emittente / Autore EU-OSHA — Agenzia europea per la sicurezza e la salute sul lavoro.
Data pubblicazione 2026 — Ufficio delle pubblicazioni dell'Unione europea, Lussemburgo
Natura giuridica Rapporto tecnico di ricerca (case study report) — atto non vincolante
Stato di vigenza Pubblicato — documento di studio privo di efficacia prescrittiva
Destinatari principali Decisori pubblici, parti sociali, ispettorati del lavoro, organismi settoriali bilaterali, funzioni SSL e HR di organizzazioni pubbliche e private
Basi normative Quadri nazionali citati nel rapporto: Health and Safety at Work Act (AT); Act on the Well-being of Workers e Codex 2014 (BE); Law on the Prevention of Occupational Risks e legge organica 2018 sulla disconnessione digitale (ES); normativa OSH e Working Environment Authority (DK)

La presente scheda analizza il rapporto EU-OSHA 2026 sulla prevenzione dei rischi psicosociali attraverso nove casi studio europei. Per i fattori di rischio rilevati e gli strumenti di prevenzione documentati si rinvia alla sezione 6; per le indicazioni di immediata utilità operativa alla sezione 5.

Abstract
EU-OSHA pubblica nel 2026 un rapporto di ricerca che raccoglie nove casi studio — sei di livello settoriale e tre di livello aziendale — in Austria, Belgio, Danimarca, Estonia e Spagna, a completamento del policy brief e dei report nazionali sulle strategie e sulla legislazione in materia di rischi psicosociali. Il documento non introduce obblighi: descrive come i rischi psicosociali vengono identificati, gestiti e integrati nei sistemi di gestione SSL e HR, quali fattori di successo li rendono sostenibili e quali barriere ne limitano la diffusione, con particolare attenzione alle PMI. Per i destinatari MADE il rapporto costituisce un repertorio ragionato di fattori di rischio ricorrenti e di strumenti di prevenzione validati, utilizzabile come riferimento metodologico a supporto della valutazione dei rischi psicosociali e dello stress lavoro-correlato, senza che ne discendano nuovi adempimenti per gli operatori italiani.

1. Contesto e finalità

Il rapporto si inserisce in uno studio più ampio di EU-OSHA sulla prevenzione dei rischi psicosociali nelle strategie e nelle misure di prevenzione, e integra i risultati del corrispondente policy brief e dei report nazionali fornendo un'analisi approfondita di approcci selezionati. Presenta nove casi studio: sei dedicati a progetti di attuazione strategici, di policy o di livello settoriale, e tre a specifici approcci aziendali adottati per affrontare i rischi psicosociali.

I casi settoriali illustrano iniziative che si inseriscono in approcci nazionali o di settore: MEGAP e No Respect – No Service in Austria, Building Mental Resilience e PrePS in Wood in Belgio, il servizio di consulenza TEKSAM in Danimarca e il XXIV Accordo collettivo del settore bancario in Spagna. I casi aziendali riguardano invece esperienze avviate autonomamente dalle imprese — FOKUS Psyche di Takeda in Austria, il framework Sustainable Employee di Swedbank in Estonia e il modello di cura psicosociale di La Fageda in Spagna — e non sono direttamente collegati a iniziative nazionali o settoriali.

La selezione dei casi ha inteso rappresentare una gamma diversificata di approcci efficaci o innovativi in settori differenti — bancario, manifatturiero, edile, alberghiero e pubblico — con dimensioni aziendali, contesti istituzionali e assetti regolatori eterogenei, privilegiando la prevenzione sistematica rispetto alle misure individuali. La raccolta dati ha combinato ricerca documentale e interviste qualitative semi-strutturate condotte da esperti nazionali con responsabili di programma, rappresentanti delle parti sociali, specialisti SSL, dirigenti aziendali e rappresentanti dei lavoratori, secondo un template analitico comune volto a garantire coerenza e comparabilità tra i casi.

2. A chi si rivolge

  • Responsabili e addetti SSL — figure tecniche chiamate a includere i fattori psicosociali nella valutazione dei rischi, che nel rapporto agiscono come ancoraggio metodologico dei sistemi di gestione.
  • Funzioni HR — descritte come abilitatori strategici che collegano la prevenzione dei rischi psicosociali a obiettivi di performance, coinvolgimento e retention.
  • Management di linea e supervisori — primi attori di contatto, decisivi per l'individuazione precoce dei segnali di disagio e per l'apertura del dialogo con i lavoratori.
  • Parti sociali e organismi bilaterali — fondi settoriali, sindacati e associazioni datoriali, indicati come motore della maggior parte delle iniziative analizzate.
  • Ispettorati del lavoro e autorità pubbliche — con un ruolo che il rapporto descrive in evoluzione dalla sanzione alla consulenza preventiva.
  • Professionisti esterni — consulenti, formatori, psicologi del lavoro e ricercatori coinvolti nella progettazione e nella validazione degli strumenti.

3. Struttura e contenuto

Titolo area Descrizione
Introduzione Perimetro e finalità dello studio, tabella riepilogativa dei nove casi, metodologia basata su ricerca documentale e interviste semi-strutturate condotte da esperti nazionali.
Casi studio settoriali Identificazione dei rischi psicosociali e driver di cambiamento, passaggio dalla progettazione all'attuazione, integrazione nei luoghi di lavoro, attori chiave, output e outcome.
Casi studio aziendali Motivazioni dell'intervento in Takeda, Swedbank e La Fageda, misure adottate, ruolo dei team SSL, delle funzioni HR, del management, delle rappresentanze e dei professionisti esterni.
Sfide e fattori di successo Barriere strutturali e sistemiche, organizzative e manageriali, legate alle caratteristiche del lavoro, culturali e percettive; fattori abilitanti ricorrenti nei nove casi.
Lezioni apprese e policy pointers Dodici indicazioni conclusive, dalla riduzione dello stigma alla stabilità dei finanziamenti, contestualizzate rispetto al policy brief e ai report nazionali.
Riferimenti Bibliografia scientifica e istituzionale, con i collegamenti alle pubblicazioni EU-OSHA correlate.

4. Novità e discontinuità

Elementi di novità Conferme e continuità
Approccio per casi studio — nove analisi documentate in profondità, pubblicate anche separatamente, che affiancano al dato normativo l'evidenza attuativa.

Priorità alle misure collettive — i casi sono stati selezionati per il focus su misure collettive anziché individuali, indicato come chiave dell'efficacia e della sostenibilità.

Prospettiva di genere e diversità — il programma MEGAP integra genere e diversità nella valutazione dei rischi, riconoscendo che le valutazioni ordinarie trascurano come tali fattori aggravino i rischi psicosociali.

Disconnessione digitale — trattata come diritto e come oggetto di contrattazione collettiva nel settore bancario spagnolo.
Centralità del dialogo sociale — confermata come fattore di successo in quasi tutti i casi, in linea con le raccomandazioni del policy brief.

Criticità delle PMI — i primi risultati ESENER 2024 indicano che tra il 25% delle unità che non rilevano fattori psicosociali le realtà più piccole sono sovrarappresentate.

Raccordo con la produzione EU-OSHA — continuità con i lavori su digitalizzazione e benessere, salute mentale nel settore delle costruzioni e ruolo della leadership.

Covid-19 come catalizzatore — confermato l'effetto acceleratore della pandemia su disconnessione digitale, isolamento ed equilibrio tra vita e lavoro.

5. Implicazioni operative

Area / Tema Implicazione operativa Orizzonte
Integrazione nei sistemi esistenti Il rapporto indica come fattore di successo l'inserimento della prevenzione dei rischi psicosociali nei sistemi SSL e HR già in essere, evitando la creazione di processi paralleli e chiarendo ruoli e responsabilità di tutti gli attori. Immediato
Strumenti validati Vengono segnalati strumenti scientificamente validati e riconosciuti dalle parti — il questionario danese DPQ e il metodo spagnolo F-PSICO — oltre a strumenti settoriali come il Quickscan del comparto legno. Breve termine
Formazione del management La formazione della linea manageriale è indicata come decisiva; il rapporto raccomanda di coinvolgere i manager in modo costruttivo, evitando un senso di colpevolizzazione che li renda difensivi o poco collaborativi. Breve termine
Partecipazione dei lavoratori Formati partecipativi, canali riservati di segnalazione, focus group e comitati misti sono descritti come condizione di legittimità e pertinenza delle misure adottate. Breve termine
Comunicazione e stigma Materiali accessibili, campagne identificabili e ambasciatori interni sono indicati come leve efficaci per ridurre lo stigma e abbassare le barriere comunicative. Medio termine
Dati e monitoraggio Raccolta dati continuativa e strutturata, follow-up e opzioni di benchmark sono raccomandati; alti tassi di partecipazione e collaborazione con fornitori esterni migliorano la qualità del dato. Medio termine
Sostenibilità nel tempo Il rapporto lega l'impatto di lungo periodo alla stabilità del finanziamento e al sostegno istituzionale, ad esempio tramite ancoraggio a contratti collettivi o organismi settoriali bilaterali. Lungo termine

6. Fattori di rischio psicosociale e strumenti di prevenzione

Fattori di rischio emersi dalla ricerca.

Il primo cluster riguarda il carico e l'intensificazione del lavoro. Nel settore bancario spagnolo l'efficienza tecnologica ha portato alla chiusura diffusa delle filiali fisiche, con carichi di lavoro esponenzialmente più elevati e maggiore complessità amministrativa per il personale rimanente; i rischi identificati riguardano la pressione da carico, l'affaticamento emotivo e l'impossibilità di disconnettersi. Nei settori edile e del legno belgi il lavoro per progetti, le scadenze strette, le richieste fisiche elevate e gli orari rigidi generano stress, difficoltà motivazionali e burnout, aggravati dal ricorso ai subappalti e da stili di gestione spesso gerarchici. Nel settore del legno l'identificazione dei rischi ha ricorrentemente evidenziato la necessità di ruoli meglio definiti e di comunicazioni interne migliori, sintomo diretto di ristrutturazioni o crescita rapida senza processi chiari.

Un secondo cluster riguarda violenza di terzi e molestie.
L'iniziativa austriaca nel settore alberghiero muove dalla constatazione che i lavoratori a contatto con il pubblico, in particolare le donne, sono esposti in misura sproporzionata a molestie sessuali e violenza da parte di terzi; nel settore bancario spagnolo si registra un aumento di ostilità e aggressività della clientela durante e dopo la pandemia.

Il terzo cluster attiene a diversità e inclusione: il rapporto segnala il maggiore rischio infortunistico dei lavoratori migranti quando le istruzioni di sicurezza sono fornite nella sola lingua dominante, l'assegnazione più frequente di mansioni monotone e ripetitive alle donne in alcuni settori, i flussi di lavoro interrotti e le comunicazioni mancate nel lavoro a tempo parziale, nonché le esigenze di adattamento continuo per persone con disabilità e condizioni di salute mentale.

Il quarto cluster riguarda le transizioni digitale e verde: nuovi rischi, confini sfumati tra vita e lavoro, adattamento costante di ruoli e competenze e, nel progetto edile belga, tecnologie come i caschi intelligenti percepite dai lavoratori come problema di riservatezza; l'invecchiamento della forza lavoro è indicato come ulteriore fattore. Il quinto cluster è culturale: resistenza al cambiamento e stigma sulla salute mentale restano barriere maggiori, i rischi psicosociali sono ancora percepiti come secondari rispetto ai rischi fisici o agli obiettivi di produttività, e il timore di ritorsioni o di non essere creduti genera sotto-segnalazione e valutazioni inaccurate. Nelle PMI, infine, si combinano minore consapevolezza, minore inclusione dei fattori psicosociali nella valutazione dei rischi e manager con ruoli molteplici e tempo limitato.

Strumenti attivabili dal settore pubblico e istituzionale.

Il rapporto documenta il rafforzamento degli ispettorati come leva di sistema: MEGAP ha formato ispettori del lavoro alla valutazione dei rischi psicosociali in ottica di genere e diversità, sostenendo circa 700 imprese, con effetti proseguiti oltre la durata del progetto. In Danimarca l'autorità nazionale vigila sugli obblighi in materia, fornisce orientamento continuativo e collabora con il servizio settoriale; in Spagna l'istituto nazionale mette a disposizione il metodo F-PSICO, mentre il questionario DPQ è sviluppato dal centro di ricerca nazionale sull'ambiente di lavoro. Sono inoltre citati checklist, linee guida e materiali di ispezione rimasti in uso dopo la chiusura dei progetti.

Strumenti attivabili da parti sociali e organismi bilaterali.

La contrattazione collettiva emerge come lo strumento più strutturato: l'accordo del settore bancario spagnolo copre oltre 91.000 lavoratori, riconosce formalmente violenza sul lavoro e disconnessione digitale come questioni di sicurezza e salute, rafforza i protocolli antimolestie e integra le valutazioni dei rischi psicosociali nei sistemi di prevenzione. In Danimarca un servizio di consulenza congiunto delle parti sociali copre circa 230.000 lavoratori in circa 6.000 imprese manifatturiere, con visite aziendali, indagini basate su questionario validato, formazione e strumenti pratici. In Belgio i fondi settoriali del legno e delle costruzioni progettano toolkit, guide alla conversazione e percorsi formativi modulari.

Strumenti attivabili dalle singole organizzazioni.

A livello aziendale il rapporto documenta canali riservati di segnalazione gestiti dal team di salute e sicurezza con psicologi esterni (Takeda), indici e survey ricorrenti utilizzati dai manager per riequilibrare i carichi e definire piani di miglioramento di team, affiancati da comitati per l'ambiente di lavoro (Swedbank), e meccanismi partecipativi di tipo cooperativo con cassetta dei suggerimenti anonima particolarmente utile ai lavoratori con disabilità (La Fageda). Si aggiungono toolkit digitali su intranet, materiali per il personale di front line — locandine, volantini e tessere con i contatti di emergenza nelle aree di servizio — codici di condotta e messaggi di tolleranza zero rivolti anche alla clientela, formazione differenziata per management, HR e rappresentanze, sessioni riflessive di cambio di prospettiva e servizi di supporto psicologico. Un istituto bancario riporta un tasso di assenteismo del 2,95%, inferiore alla media settoriale e nazionale, quasi 600 consulenze al servizio psicologico attivo 24 ore su 24 in sei mesi e oltre l'80% di adesione a visite mediche volontarie comprensive di screening di salute mentale.
Il rapporto avverte che i meccanismi di raccolta dati e valutazione sono spesso assenti o informali: senza raccolta centralizzata, tracciamento longitudinale e monitoraggio è difficile misurare l'impatto reale degli interventi, e solo pochi casi presentano evidenze quantitative sull'evoluzione della salute e del benessere dei lavoratori. Va inoltre considerato che le iniziative legate a singoli progetti tendono a esaurirsi al termine del finanziamento — la rete MEGAP ha cessato di esistere alla chiusura del progetto — per cui l'ancoraggio strutturale va previsto fin dalla progettazione.
Gli strumenti in Italia — Il rapporto non affronta l'ordinamento italiano. Per gli operatori nazionali il riferimento resta l'art. 28 del d.lgs. 81/2008, che include lo stress lavoro-correlato tra i rischi oggetto di valutazione obbligatoria, insieme ai rischi riguardanti le lavoratrici in stato di gravidanza e alle differenze di genere, età e provenienza da altri Paesi. Gli strumenti descritti nel rapporto non sostituiscono la metodologia di riferimento nazionale e vanno considerati come possibili integrazioni volontarie.

7. Riferimenti e fonti

  • EU-OSHA, Preventing psychosocial risks in Europe: strategies, legislation and lessons from practice — Report, Ufficio delle pubblicazioni dell'Unione europea, Lussemburgo, 2026
  • EU-OSHA, Strategies and legislation on psychosocial risks in six European countries — policy brief e report nazionali su Austria, Belgio, Croazia, Danimarca, Estonia e Spagna.
  • EU-OSHA, Safety and health in micro and small enterprises in the EU — rapporto finale del progetto triennale SESAME, 2018.
  • EU-OSHA, Managing psychosocial risks in European micro and small enterprises — evidenze qualitative da ESENER 2019, 2022.
  • EU-OSHA, pubblicazioni 2024 su tecnologie digitali e rischi psicosociali e su salute mentale nel settore delle costruzioni.
  • Strumenti citati: Danish Psychosocial Work Environment Questionnaire (NRCWE), metodo F-PSICO (INSST), Quickscan settoriale del comparto legno.
Il rapporto e i casi studio collegati sono liberamente consultabili sul sito EU-OSHA all'indirizzo osha.europa.eu.
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