Il cuore del regolamento è costituito dall'allegato unico, articolato in sette famiglie di prodotti, ciascuna con le proprie tabelle di classificazione. Il sistema si fonda su un insieme di simboli che identificano le prestazioni di resistenza al fuoco rilevanti:
- R - capacità portante; E - tenuta; I - isolamento; W - irraggiamento; M - azione meccanica; C / C0-5 - dispositivo automatico di chiusura e sua durabilità (da ≥1 ciclo a ≥200.000 cicli).
- S - tenuta al fumo (sistemi di ventilazione) o controllo del fumo (porte); P / PH - continuità di corrente o capacità di segnalazione; K - capacità di protezione dal fuoco; G/O - resistenza alla fuliggine; D / DH - durata della stabilità; F / B - funzionalità degli evacuatori forzati o naturali di fumo e calore.
Le classi sono espresse in minuti (salvo diversa indicazione), con i livelli standard: 15, 20, 30, 45, 60, 90, 120, 180, 240, 360.
Elementi portanti (Tabelle 1 e 2)
Per gli elementi strutturali privi di funzione di compartimento, la sola classe R (capacità portante) copre pareti, pavimenti, tetti, travi, colonne, balconi e scale. Laddove l'elemento svolga anche funzione di compartimento incendio, le classi si combinano: per le pareti sono ammesse RE, REI, REI-M e REW; per pavimenti, tetti e lucernari RE e REI, con la possibilità di aggiungere la classificazione C (dispositivo automatico di chiusura).
Prodotti per la protezione di elementi portanti (Tabella 3)
Soffitti privi di intrinseca resistenza al fuoco e rivestimenti (reattivi e non) vengono classificati indirettamente in termini di classificazione degli elementi strutturali protetti. Per i rivestimenti interni è previsto il simbolo aggiuntivo «IncSlow» per i prodotti che soddisfano la curva a lento sviluppo; per i soffitti il simbolo «sn» qualora il prodotto soddisfi l'incendio seminaturale.
Elementi non portanti con funzione di compartimento (Tabelle 4.1–4.15)
Questa famiglia è la più articolata e comprende tramezzi e finestre fisse (E, EI, EI-M, EW), tetti senza carico, barriere tagliafiamma, soffitti dotati di intrinseca resistenza, facciate e muri esterni — con le indicazioni di direzionalità dell'esposizione (i→o, o→i, i↔o) — condotte di ventilazione, sigillanti per attraversamenti semplici e combinati, sigillature di giunti lineari, porte resistenti al fuoco, chiusure per nastri trasportatori, griglie di ventilazione, canalizzazioni, cavedi e ciminiere.
Per le porte resistenti al fuoco (Tabella 4.10) il sistema di classificazione prevede, oltre a E, EI, EW, le classificazioni supplementari per il controllo del fumo (S200; Sa3 o Sa4) e la classe C con opzione di durabilità C0-C5. Il suffisso «1» o «2» precisa quale definizione di isolamento è stata utilizzata.
Sistemi di ventilazione, cavi e controllo del fumo (Tabelle 5–7)
Per le condotte di ventilazione resistenti al fuoco (Tabella 5.1) si aggiunge il criterio S per il tasso massimo di perdite (10 m³/m²h in condizione di prova). Le serrande tagliafuoco (Tabella 5.2) prevedono la doppia prova da entrambi i lati e il limite di perdite di 360 m³/m²h durante la prova antincendio, con le indicazioni di orientamento (ve/ho) e geometria delle pale (H/V).
Per i sistemi di protezione di cavi elettrici (Tabella 6.1) la classificazione P specifica il tipo di cavo e la tensione di funzionamento ammessa. I cavi con intrinseca resistenza al fuoco sono classificati Pca (diametro normale) o PHca (diametro ridotto <20 mm con conduttori ≤2,5 mm²).
Il controllo del fumo e del calore (Tabelle 7.1–7.7) introduce ulteriori simboli operativi per condotte a comparto singolo (E600, suffisso «single») e a comparti multipli (E, EI, suffisso «multi»), nonché per le serrande di controllo del fumo con le indicazioni di installazione (ved/vew/vedw, hod/how/hodw), attivazione (AA/MA) e utilizzo in sistemi combinati (C300, C10.000, CMOD). Il simbolo «HOT 400/30» identifica i prodotti sottoposti a prova supplementare per la capacità operativa fino a 400 °C per 30 minuti. Le barriere al fumo (Tabella 7.5) usano le classi D600 e DH; gli evacuatori forzati (Tabella 7.6) le classi F200–F842; gli evacuatori naturali (Tabella 7.7) le classi B300, B600 e Bθ (per esposizioni oltre 300 °C).
Il punto sistematicamente più rilevante del Reg. 2026/557 è la scelta di mantenere invariate le classi di prestazione già definite sotto il vecchio CPR. Questa continuità non è automatica: il gruppo di esperti sull'acquis del CPR ha dovuto verificare la compatibilità del sistema classificatorio con gli sviluppi tecnologici e di mercato più recenti, concludendo per la conferma delle classi esistenti. Sul piano pratico, le dichiarazioni di prestazione (DoP) già redatte in conformità al Reg. delegato (UE) 2024/1681 dovranno essere aggiornate per fare riferimento al nuovo atto delegato una volta che il nuovo CPR diventi applicabile, ma non richiederanno modifiche alle classi dichiarate.