A livello europeo il
Regolamento (UE) 2016/425 rappresenta ancora il principale riferimento in materia di DPI, pur integrato da norme armonizzate pubblicate periodicamente nella Gazzetta Ufficiale dell’Unione Europea (GUUE). Esso definisce i
requisiti essenziali di salute e sicurezza (RESS) e stabilisce le
categorie di rischio cui i DPI devono rispondere (da I a III, in ordine crescente di gravità). Da segnalare che è comunque in atto un processo di rafforzamento della vigilanza del mercato, anche alla luce dei regolamenti orizzontali come il Regolamento (UE) 2019/1020.
I dispositivi smart, se immessi sul mercato come DPI,
devono rispettare integralmente questo regolamento, anche per quanto riguarda la procedura di certificazione CE. L’integrazione di componenti elettroniche non può alterare la funzione protettiva originaria.
In Italia, il riferimento principale è il
D.Lgs. 81/2008, che all’art. 76 ribadisce che i DPI devono essere adeguati, ergonomici e compatibili con altri DPI utilizzati simultaneamente. Inoltre, deve essere garantita la formazione e l’addestramento all’uso.
Il rapporto tecnico
UNI TR 11858:2022 offre indicazioni pratiche per l’integrazione di sistemi IoT nei DPI, distinguendo tra:
- Inclusione (tag o sensori integrati dal fabbricante),
- Compatibilità (dispositivi aggiunti ma compatibili),
- Personalizzazione (modifiche apportate dal datore di lavoro, con obbligo di garantire il mantenimento della protezione originaria).